Su e giù per i crinali della Val Trebbia, a 2 passi dalla città

Appena sopra Rivergaro, lungo il crinale, si incontrano scorci già interessanti grazie al complesso contesto geologico che offre alternanze di rocce resistenti, arenarie con marne e argille che conferiscono al paesaggio le forme dei calanchi. Tutto questo è per noi, ancora una volta gratuitamente e facilmente percorribile grazie a comodi sentieri (state attenti solo al fango in alcuni punti…).

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Il kilometro verticale della Val Trebbia: salita al M. Lesima

Splendida salita al Lesima, una delle principali vette della Val Trebbia lungo la “valle dell’inferno”: impegnativa e continua con oltre 1000 m di dislivello.

Nei rari passaggi fuori dal bosco, il panorama spazia dall’alta Val Trebbia alla Val Boreca, la valle più selvaggia della provincia, dominata dal M. Alfeo.

Secondo la leggenda il nome del monte deriva dalla caduta di Annibale, vincitore della battaglia della Trebbia, salito qui per ricercare il passaggio delle truppe verso Roma e caduto da cavallo riportando una ferita alla mano (lesa manus → Lesima).

Si passa dal paese fantasma di Rovaiolo vecchio, evacuato in fretta e furia nel 1960 per una frana che non è mai caduta (caso unico o quasi in Italia!) e ancora ben conservato.

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Da Moglia a Brugnello: i meandri del Trebbia e il borgo medioevale

Le terre dell’importante abbazia di S.Colombano di Bobbio, fulcro della Valtrebbia nel Medioevo, venivano suddivise in “fiscs” e “mansi” a seconda della produttività e gestiti direttamente dai monaci o affidate ai coloni. Scopriremo come questo percorso fosse in realtà la strada per controllare gli antichi possedimenti e arriveremo sino a Brugnello, sede di una corte reale longobarda, camminando tra antichi lembi di un oceano antico, calanchi argillosi e boschi di latifoglie. Ad accompagnarci, la splendida veduta dei meandri incassati di S. Salvatore fino alla vista di Marsaglia con un invito a tuffarsi nelle fresche acque!

 

La confluenza Aveto-Trebbia, il castello di Cariseto e l’elefante di Annibale

A cavallo tra il Trebbia e l’Aveto, il suo principale affluente, proprio alla confluenza con gli spettacolari meandri incassati in uno dei tratti più spettacolari del fiume. Un’escursione di grande soddisfazione, in un ambiente grandioso, al cospetto delle più alte cime della catena, cercando la sagoma dell’elefante del Trebbia, il mitico Surus di Annibale e le fornaci romane, la zona umida di Selvarezza e il mulino ancora in funzione a Cerignale. La leggenda storica ci porterà anche al castello di Cariseto dove l’imperatore Federico Barbarossa avrebbe soggiornato nel 1167 minacciato dalle truppe della Lega Lombarda.

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L’anello di Coli, il rio Curiasca e la grotta di S.Colombano

In preparazione dell’escursione del 22/08, siamo andati a “provare” questo bell’itinerario che, partendo da Coli a 15′ di auto da Bobbio, permette di circum-camminare, in un anello completo, tutta la valle del Rio Curiasca di S. Michele.

Il nome della valle deriva dall’eremo fatto costruire da S.Colombano in uno dei luoghi più selvaggi, a strapiombo sotto le potenti bancate rocciose delle arenarie di S. Salvatore. Qui, secondo la leggenda, si sarebbe ritirato per gli ultimi mesi di vita il santo per una vita in intima comunione con la natura…tutto immerso in un castagneto abbandonato con esemplari ultracentenari.

La dorsale rocciosa della Val Perino: tra creste, antichi ghiacciai e cacciatori mesolitici

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Bellissima escursione, molto lunga (35 km) adatta a camminatori esperti e in ottima forma, per ammirare tutta la dorsale tra la val trebbia e la val perino in uno degli ambienti più selvggi della provincia di Piacenza. Occorre una giornata intera di cammino (8-9 ore) e condizioni meteo adatte (evitando le giornate più calde e a rischio temporali) Il percorso è quasi interamente su segnavia CAI (tranne per una mulattiera identificata da altre tabelle di 1,3 km sotto il M.Capra) e evitando accuratamente l’asfalto! Lungo il percorso si trovano le forme tipiche di questa bellissima valle tra cascate, laghi, torbiere, picchi e creste rocciose, boschi di latifoglie e pinete che ospitano alcuni dei luoghi più magici della nostra provincia come i piani d’Aglio noti come importante insediamento di caccia del Mesolitico insieme al vicino pianoro delle Pianazze di Pradovera. vp11_01

Pietra Perduca e Pietra Parcellara

Le Pietre più famose della Valtrebbia che uniscono scorci paesaggistici molto belli con leggende e storie che partono dagli insediamenti celtici della zona fino alla Dea Minerva e permettono a tutti di salire, dolcemente, dal versante più aspro e affascinante!

Una classicissima della Vatrebbia che TrekkingColliPiacentini offre con un anello inedito, non partendo da Donceto o Pietra (partenze “tradizionali” per la Pietra) ma da Pastori… più lontano ma vicino ad una famosa trattoria…

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Sul monte Armelio

 Si tratta di una bella montagna ofiolitica che si stacca dalla linea di crinale tra la val Trebbia e la Val Perino ed offre uno splendido belvedere sul Trebbia da Mezzano Scotti fino a Travo.  Attraversando una fitta pineta si sale su facili dorsali di scarsa vegetazione dove è possibile vedere qualche traccia di passaggio del lupo. Seguiremo un tracciato nuovo, inedito, sfruttando alcuni sentieri CAI e una vecchia mulattiera che serviva al passaggio tra il fiume Trebbia da Perino fino a Filippazzi.

Escursione facile e divertente che alterna il passaggio in una delle pinete più famose della provincia al bosco misto di latifoglie fino alla vegetazione xerofila tipica del tratto sommitale su detrito e roccia ofiolitica.

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Il Castello di Rivalta Trebbia, la Battaglia di Annibale e il bosco di Croara

 

Come non lo avete mai visto e dall’angolo forse più selvaggio e spettacolare: stiamo parlando del Castello di Rivalta, noto a tutti, ma qui proposto nella scoperta della sua posizione rispetto al Trebbia, luogo da sempre teatro di sanguinose battaglie (Annibale e i Romani per citare la più famosa) ma anche di misteri mai risolti come il leggendario passaggio segreto usato dagli sgherri di Galeazzo Visconti per rapire Bianchina Landi che si troverebbe proprio sotto il castello…